Stefania Hauser

"Ogni lasciata è persa: io mi accerto che nessuno abbia ripensamenti. Dalle 22.00 alle 7.00.
Una discarica di lavoro."


Il divano
"Due metri di lunghezza blu, ok ma non riuscirai mai a farlo entrare dalla porta di casa, come hai potuto non pensarci prima? Inutile ostinarsi."


Il frigorifero

"Un’insalata di colori e risate, frasi che si rincorrono tra i vani della casa, un abbecedario di amicizia che rinfresca una torrida serata di luglio. La cena è servita in giardino: avanti e indietro per smorzare la sete, un apri e chiudi di birra, acqua minerale e vino rosso (ma chi lo ha messo in frigo?)."


Il tavolo
"Il tavolo è un campo di battaglia di bollette da pagare, addizioni e sottrazioni che si moltiplicano in un risultato sempre uguale = se chiude gli occhi, il soffitto si trasforma in una lavagna su cui proseguire i suoi calcoli."


Il televisore

"Il film della mia vita, il furto della mia personalità messo a fuoco in una pellicola da trentacinque millimetri, un invito che non si può rifiutare, infatti lo accetti e vieni"