Stefania Hauser

Non so contare, altrimenti direi quante sono le persone che in questo preciso istante mi stanno esortando ad uscire. Penso sia del tutto comprensibile, questo mio tergiversare: mi è sembrato di capire che non tiri proprio una gran bell’aria, da quelle parti, e non posso evitare di domandarmi il perché di tutta questa fretta, considerando che me ne sto qui tranquillo da diversi mesi e, mi preme precisarlo, non per mia scelta.”

Per l’esperienza maturata in questi mesi, si direbbe che stare al mondo non sia cosa di poco conto e, francamente, c’è un discreto numero di questioni su cui devo fare chiarezza. In ordine sparso: quanti tipi di pianto ci sono? Come interpretare i frequenti sbalzi d’umore delle donne, e di mia madre, se vogliamo entrare nel personale? Che cosa sono i pregiudizi? Perché si fuma? Dove si deve andare alla fine del mese, e perché sento dire che molti non ci arrivano? Perché mio padre può bere vino e mia madre no? Che cosa sono le voglie?”

"Seimila ore in questa specie di sala d’attesa e ancora non mi è chiaro come stare al mondo: quanto tempo occorre per capirlo? Si noterà che dò per scontato un epilogo ottimista, altrimenti che senso avrebbe venire al mondo, appunto, se non ci fossero svelate le strategie per rimanerci in maniera dignitosa?"