Stefania Hauser


“Eccovi serviti
, disturbi alimentari on the rocks: coraggio, in compagnia si beve meglio, fate pure le vostre congetture su rapporti materni conflittuali, ipotizzate assenze paterne, e vi raccomando di scegliere un titolo ad effetto per il libro che state scrivendo, vende meglio. Senza nemmeno rendermene conto, sono venuta per un aperitivo con il vostro libro sotto braccio, gli articoli in testa, il pianto di mia madre in gola, e la pancia che trattiene il respiro guardandosi intorno per assicurarsi di passare osservata. Detesto se qualcuno non si accorge della mia presenza, anche quando manco agli appuntamenti.”


“Ho masticato chilometri e chilometri di sofferenza per allontanarmi dalla caratterizzazione della mia debolezza, e dio che fatica quando non ci vedi dalla fame e non sai nemmeno dov’è che devi andare, una mano con la mappa stradale del mio cervello, e l’altra stretta a quella di qualcuno dai lineamenti simili al mio cognome. E ho ingoiato vergogna, e sudore; e sì, il mio cammino si è interrotto per giorni perché per quanto masticassi orgoglio, proprio non riuscivo ad ingoiarlo.”