Stefania Hauser

Tra le righe

"Segretamente, mi aggiro tra cavi elettrici: molti sono staccati, altri collegati alla lampadina dell’idea geniale. Appunti sparsi qua e là, umidità da parole anacronistiche, confusione appesa a pareti sporche d'inchiostro. E buio. Ogni anticamera del pensiero ha una sala d’attesa con le immancabili incisioni nelle panche di legno, e tutto è familiare già dalla prima volta."

"È solo un attimo, una macchia d'inchiostro in caduta libera sul foglio: non ancora parola, embrione di pensiero che piove nero come le idee inespresse, temporale estivo che nasconde il sole anche se proprio non avresti scommesso sulla pioggia."

"Avanti e indietro. Cammino sulla stessa parola, solco il foglio quasi fossi una goccia di ceralacca: sono nella sala d’attesa del racconto, con la prima battuta tra le mani e sulla punta della lingua. Avanti e indietro."